Ho avuto conferma delle notizie pubblicate ieri mattina, dall'amico Enzo Cerasani, che sul Blog dell'Orso Bruno ha postato ieri notizie simili a quelle che mi erano giunte tra ieri e oggi. Il Blog di Enzo è fantastico e molto aggiornato. Si possono trovare tutte le notizie, le curiosità e le informazioni possibili sulla vita e le caratteristiche degli Orsi Marsicani e non solo.
Riporto parte del suo post di ieri:
Gli uomini della speciale “Task force orso” organizzata per le attività di ricerca, tutela e conservazione del plantigrado nell’area dell’Appennino centrale, sono arrivati dall’Abruzzo nel Comune di Caggiano (Sa) per perlustrare le aree in cui è stata segnalata la presenza di un orso. Il personale, di stanza presso l’Ufficio Territoriale per la Biodiversità di Castel di Sangro, è arrivato in Campania per supportare gli uomini del Comando provinciale, che da alcuni giorni raccolgono segnalazioni da parte di cittadini ed abitanti dell’area settentrionale dei Monti Alburni, dove sembra essere presente un orso, con l’intento di verificare la notizia. Gli uomini del Cfs procederanno perciò ad un’accurata perlustrazione delle diverse località in cui l’orso sarebbe stato segnalato, con l’intento di raccogliere indicazioni utili a confermare, o confutarne, la presenza. La ricerca mira ad individuare i tanti segni di presenza che un orso lascia alle sue spalle, soprattutto escrementi, che sono molto caratteristici e piuttosto inconfondibili per forma, dimensioni e odore, quando il plantigrado non si è cibato di carne. Qualora venisse confermata la presenza dell’orso in Campania la “Task force orso” è organizzata per il passaggio successivo: individuare a quale genotipo possa appartenere l’animale. Si tratta cioè di capire se l’orso appartiene davvero, come ipotizzato da alcuni nei giorni scorsi, ad un esemplare di orso bruno marsicano in dispersione dal suo areale originario, oppure se, ipotesi questa ritenuta più probabile dagli uomini del Cfs, l’orso non sia piuttosto autoctono e immesso nel territorio da sconsiderati che non erano più in grado di gestire "un animale un po’ troppo cresciuto"[...] A questo proposito vorrei precisare un concetto che spesso non viene preso in considerazione in questi casi. C'è una netta differenza fra la presenza di un orso in una determinata area e la sua stanzialità. Gli orsi, come detto più volte in questo blog, sono animali che tendono a muoversi per centinaia di chilometri se sussistono condizioni di integrità dell'ambiente e scarso disturbo antropico. Che possano essere trovate tracce di un orso anche distanti dal suo nucleo originario quindi non è da escludere. Ma dire che in quella zona c'è l'orso è ben diverso. Un orso errante infatti ai fini della conservazione della specie e della sua tutela porta a due pericoli: il primo è rappresentato dal fatto che non ha possibilità di incontrare suoi conspecifici e quindi non avrà alcuna possibilità di accoppiarsi impoverendo quindi la già scarsa popolazione marsicana di un elemento. Il secondo problema è rappresentato proprio dall'uomo e dal pericolo che l'orso possa imbattersi in situazioni in cui rischia la vita. Con la morte dell'orso si tornerebbe quindi allo scenario precedente. Gli orsi marsicani (ammesso che quello campano sia uno di loro) sono una popolazione esigua, quasi sull'orlo dell'estinzione. La perdita o l'allontanamento di un elemento porterebbe ad un impoverimento numerico e quindi genetico della popolazione. Questo potrebbe portare ad un ulteriore danno per i nostri amici che oggi come oggi non ci si può permettere. A parere mio se si scoprisse che l'orso in questione è un marsicano le autorità dovrebbero impegnarsi a riportarlo nel suo luogo d'origine, reintegrandolo così nel gruppo. Allo stesso tempo la sua presenza in Campania è un dato che dovrebbe essere considerato positivo: se l'orso è riuscito a muoversi incolume fin lì significa che l'interconnessione fra le aree è buona e che in un ipotetico futuro fra i boschi dei Monti Alburni potranno tornare gli orsi.
(Fonte: Il Blog dell'Orso Bruno)
Riporto parte del suo post di ieri:
Gli uomini della speciale “Task force orso” organizzata per le attività di ricerca, tutela e conservazione del plantigrado nell’area dell’Appennino centrale, sono arrivati dall’Abruzzo nel Comune di Caggiano (Sa) per perlustrare le aree in cui è stata segnalata la presenza di un orso. Il personale, di stanza presso l’Ufficio Territoriale per la Biodiversità di Castel di Sangro, è arrivato in Campania per supportare gli uomini del Comando provinciale, che da alcuni giorni raccolgono segnalazioni da parte di cittadini ed abitanti dell’area settentrionale dei Monti Alburni, dove sembra essere presente un orso, con l’intento di verificare la notizia. Gli uomini del Cfs procederanno perciò ad un’accurata perlustrazione delle diverse località in cui l’orso sarebbe stato segnalato, con l’intento di raccogliere indicazioni utili a confermare, o confutarne, la presenza. La ricerca mira ad individuare i tanti segni di presenza che un orso lascia alle sue spalle, soprattutto escrementi, che sono molto caratteristici e piuttosto inconfondibili per forma, dimensioni e odore, quando il plantigrado non si è cibato di carne. Qualora venisse confermata la presenza dell’orso in Campania la “Task force orso” è organizzata per il passaggio successivo: individuare a quale genotipo possa appartenere l’animale. Si tratta cioè di capire se l’orso appartiene davvero, come ipotizzato da alcuni nei giorni scorsi, ad un esemplare di orso bruno marsicano in dispersione dal suo areale originario, oppure se, ipotesi questa ritenuta più probabile dagli uomini del Cfs, l’orso non sia piuttosto autoctono e immesso nel territorio da sconsiderati che non erano più in grado di gestire "un animale un po’ troppo cresciuto"[...] A questo proposito vorrei precisare un concetto che spesso non viene preso in considerazione in questi casi. C'è una netta differenza fra la presenza di un orso in una determinata area e la sua stanzialità. Gli orsi, come detto più volte in questo blog, sono animali che tendono a muoversi per centinaia di chilometri se sussistono condizioni di integrità dell'ambiente e scarso disturbo antropico. Che possano essere trovate tracce di un orso anche distanti dal suo nucleo originario quindi non è da escludere. Ma dire che in quella zona c'è l'orso è ben diverso. Un orso errante infatti ai fini della conservazione della specie e della sua tutela porta a due pericoli: il primo è rappresentato dal fatto che non ha possibilità di incontrare suoi conspecifici e quindi non avrà alcuna possibilità di accoppiarsi impoverendo quindi la già scarsa popolazione marsicana di un elemento. Il secondo problema è rappresentato proprio dall'uomo e dal pericolo che l'orso possa imbattersi in situazioni in cui rischia la vita. Con la morte dell'orso si tornerebbe quindi allo scenario precedente. Gli orsi marsicani (ammesso che quello campano sia uno di loro) sono una popolazione esigua, quasi sull'orlo dell'estinzione. La perdita o l'allontanamento di un elemento porterebbe ad un impoverimento numerico e quindi genetico della popolazione. Questo potrebbe portare ad un ulteriore danno per i nostri amici che oggi come oggi non ci si può permettere. A parere mio se si scoprisse che l'orso in questione è un marsicano le autorità dovrebbero impegnarsi a riportarlo nel suo luogo d'origine, reintegrandolo così nel gruppo. Allo stesso tempo la sua presenza in Campania è un dato che dovrebbe essere considerato positivo: se l'orso è riuscito a muoversi incolume fin lì significa che l'interconnessione fra le aree è buona e che in un ipotetico futuro fra i boschi dei Monti Alburni potranno tornare gli orsi.
(Fonte: Il Blog dell'Orso Bruno)




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